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L' Attuale contesto finanziario mondiale è caratterizzato da una estrema volatilità ed incertezza causata dalle recenti crisi finanziarie. Attualmente vi sono dei tassi estremamente risicati sui titoli di stato e societari drogati dalle massicce immissioni di liquidità da parte delle Banche Centrali Mondiali, un mercato azionario impostato al rialzo solo per effetto delle manovre di quantitative easing adottate dalla Fed di Bernake e che dovrebbe terminare il 30 giugno, (Il QE determina sostanzialmente l'acquisto di titoli di stato americani mediante emissione di nuova moneta, gli effetti sul lungo periodo si faranno sentire,  determinando una forte pressione inflazionistica a livello mondiale, già criticata recentemente dalle autorità governative Cinesi, maggiori detentori di assets americani a livello mondiale)

Inoltre, a ciò si aggiungono altri fattori quali l'elevato rapporto effettivo debito/pil americano che solo nominalmente appare basso come recentemente notato da un articolo apparso dall'Economist, la crisi del debito sovrano dei cosiddetti paesi PIIGS ( Portogallo, Irlanda, Italia, Grecia e Spagna) che richiede manovre draconiane di tagli alla spesa pubblica ed inasprimento delle tasse con un impatto negativo sul PIL futuro dei paesi del Sud Europa con ulteriori conseguenze sulla sostenibilità del debito sovrano.

A mio parere una soluzione facilmente percorribile non esiste, nel senso che un riequilibrio economico finanziario necessiterà di riforme epocali diverse nei vari paesi implicati ma comunque impopolari e che saranno approvate allorquando si saranno formati dei governi di responsabilità nazionale che sacrificheranno l'interesse elettorale di breve periodo per essere  più lungimiranti e creare un futuro più sostenibile..

Il risultato di tale contesto estremamente sintetizzato  determina un assioma finanziario già dibattuto dai piu' autorevoli esperti in campo finanziario a livello mondiale “ NON ESISTE UN INVESTIMENTO SICURO A LIVELLO ASSOLUTO, QUANDO SI INVESTONO LE PROPRIE RISORSE IN UN TITOLO DI STATO OVVERO UN TITOLO AZIONARIO VARIA SOLO IL LIVELLO DI RISCHIO. A LIVELLI DI RISCHIO DIVERSI CORRISPONDONO RENDIMENTI DIVERSI, INVESTIRE IN QUALCOSA CON RISCHIO MINIMO QUALE UN TITOLO DI STATO NON SIGNIFICA CHE SI STANNO INVESTENDO I PROPRI RISPARMI A RISCHIO ZERO” . In effetti esiste sempre la possibilità di eventi non prevedibili, non lineari che scompaginano le ipotesi fatte e ci comportano onerose perdite in conto capitale.

La migliore difesa a questo tipo di eventi, definiti dal Prof .Taleb “ Cigni Neri “ è una accorta diversificazione del proprio patrimonio tra diversi assets, quali: immobili, titoli di stato, azioni, beni rifugio. Proprio tale prospettiva ha favorito l'elevata quotazioni dell'oro e dell'argento, ma investire adesso rappresenta più dei rischi che delle opportunità date le elevate quotazioni.

I metalli preziosi non sono l’unico bene rifugio che si possa prendere in considerazione. Escludendo le altre valute (anche il franco svizzero non è detto che non sia un buon investimento) ci sono anche i diamanti finanziari di cui si parla poco.




 

- Cosa sono i diamanti finanziari

Si parla di diamanti finanziari, dal momento che le pietre non sono incastonate come nei gioielli, ma sono nude, confezionate in contenitori sigillati (blister) e accompagnate da certificazioni internazionali.

Tipicamente si parla del certificato rilasciato dall’Istituto Gemmologico Internazionale (IGI) o l’analogo certificato rilasciato dall’Alto consiglio per i diamanti (HRD). Entrambi gli istituti hanno la sede principale ad Anversa in Belgio.
Altre certificazioni di fama mondiale sono la GIA (americana), l’AGS (americana) e l’EGL (europea).

- Quanto investirci

Quale bene rifugio, il diamante finanziario può rappresentare un’alternativa per diversificare il portafoglio dal momento che è possibile acquistarlo ovunque ed è sembrerebbe altrettanto semplice rivenderlo soprattutto per importi compresi tra i 5.mila o 10.mila euro (o forse sarebbe meglio parlare di pietre a partire da 0.5 carati).

L’idea è quindi quella di destinare una percentuale del proprio portafogli (5-20%) e comprare diamanti che cadauno valgano intorno ai 5000€ - 7000€ al massimo. E’ infatti sconsigliato comprare ad esempio diamanti che singolarmente possano valere anche 30mila € data la difficoltà che si avrebbe per il successivo ricollocamento.

Considerata la media volatilità del bene è quindi bene considerarlo come un investimento di lunga durata (almeno 4-5 anni, ma anche periodi più lunghi di 7-10 anni).

- Quanto si può guadagnare


Si può osservare l’andamento dell’oro, dell’inflazione e del prezzo dei diamanti a confronto e trarne le proprie considerazioni. Tuttavia vanno considerati i costi connessi all’acquisto (che non si risolvono nella sola intermediazione, ma proseguono con i costi di eventuali polizze e/o cassette di sicurezza; non ultima la percentuale dell’intermediazione su ricollocamento). Bisogna però dire che vi sono broker che assicurano per determinati importi investiti un servizio cassette di sicurezza mentre per la percentuale di ricollocamento è nettamente inferiore su base comparativa a quello che si pagherebbe ogni anno sugli interessi maturati sui titoli di stato, ( infatti, i broker più accreditati chiedono per il ricollocamento il 10% una tantum che spalmato su un orizzonte temporale di investimento medio di 5-7 anni corrisponde ad una commissione di solo il 2% su base annuale contro una ritenuta attuale del 12,5% annuale sui titoli di stato)

L'andamento dell'investimento è molto più stabile rispetto ad altri assets con un rendimento medio negli ultimi trenta anni del 8%-10% annuo

- Dove acquistarli

I canali di acquisto sono diversi: gioiellerie, broker, ebay. Il prezzo di riferimento per l'acquisto è costituito dal listino Rapaport che presenta però quotazioni in dollari, senza oneri doganali ed imposte. Quando ci si avvicina a questo settore si possono trovare discordanze nelle quotazioni dei diamanti offerti dai vari intermediari. In effetti la differenza di quotazione viene spiegata da diversi fattori come quelli accennati, ma anche dalla diversa qualità del diamante, dalla possibilità di rivendere o meno il diamante al commerciante dopo un determinato lasso temporale, dalla provenienza del diamante. I diamanti finanziari sono diamanti che seguono le quotazioni che appaiono periodicamente sul Sole 24 Ore e che scontano un maggior prezzo rispetto ad altri canali in quanto sono :certificati, di dimensione, colore, purezza perfettamente simmetrici, ivati, e sdoganati e che si possono rivendere facilmente al proprio broker grazie all'impegno contrattuale assunto dallo stesso e grazie al network di cui lo stesso usufruisce, ( canali bancari e network sia nazionali che internazionali, vedi ad esempio la idc london).  Qualora, invece si voglia investire nel settore diamantifero acquistando su ebay, ovvero dal ns. gioielliere di fiducia, si potrà comunque fare un discreto investimento, ma la fase di ricollocamento risulterà più difficoltosa nei tempi di smobilizzo e nel prezzo che si riuscirà a collocare.

Fatte le predette considerazioni, per acquistare un diamante è bene rivolgersi a broker qualificati di provata esperienza e network consolidato, quali ad esempio la IDC LONDON .

Nel grafico a torta di cui alla pagina seguente suggeriamo un asset allocation con rischio medio-basso per proteggere il proprio patrimonio  ed ottenerne sul medio-lungo periodo un discreto rendimento.

 

Nell’asset allocation di rischio medio basso proposta, nella categoria dei beni rifugio si includeranno ( oro, valute, diamanti, monete rare da investimento, materie prime etc…)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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