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I Fondi Paritetici Inteprofessionali nazionali per la formazione continua sono organismi di natura associativa promossi dalle organizzazioni di rappresentanza delle Parti Sociali attraverso specifici Accordi Interconfederali stipulati dalle organizzazioni sindacali dei datori di lavoro e dei lavoratori maggiormente rappresentative sul piano nazionale.

Possono essere istituiti Fondi Paritetici Interprofessionali per ciascuno dei settori economici dell´industria, dell´agricoltura, del terziario e dell´artigianato; gli Accordi Interconfederali possono prevedere l´istituzione di Fondi anche per settori diversi, nonché, all´interno degli stessi, la costituzione di un´apposita sezione per la formazione dei dirigenti.

Nel corso del 2003, con l´istituzione dei primi dieci Fondi Paritetici Interprofessionali, si realizza quanto previsto dalla legge 388 del 2000, che consente alle imprese di destinare la quota dello 0,30% dei contributi versati all’INPS (il cosiddetto “contributo obbligatorio per la disoccupazione involontaria”) alla formazione dei propri dipendenti. I datori di lavoro potranno infatti chiedere all’INPS di trasferire il contributo ad uno dei Fondi Paritetici Interprofessionali, che provvederà a finanziare le attività formative per i lavoratori delle imprese aderenti.

I Fondi fino a oggi costituiti e autorizzati, rappresentativi di una larga parte del mondo delle imprese e dei lavoratori, sono:

  • Fondo Artigianato Formazione – Fondo per la formazione continua nelle imprese artigiane
  • Fon.Coop – Fondo per la formazione continua nelle imprese cooperative
  • Fondimpresa – Fondo per la formazione continua
  • Fondo Dirigenti PMI – Fondo per la formazione professionale continua dei dirigenti delle piccole e medie imprese industriali
  • Fondo Formazione PMI – Fondo per la formazione continua per le piccole e medie imprese
  • FONDIR. – Fondo per la formazione continua dei dirigenti del terziario
  • FOR.TE. – Fondo per la formazione continua del terziario
  • Fondirigenti – Fondirigenti Giuseppe Taliercio (Fondazione per la formazione alla dirigenza nelle imprese industriali)
  • FON.TER. – Fondo per la formazione continua dei lavoratori dipendenti nelle imprese del settore terziario: comparti turismo e distribuzione servizi
  • Fondoprofessioni – Fondo per la formazione continua negli Studi Professionali
  • Fond.E.R. - Fondo per la formazione continua degli Enti Religiosi
  • Fon.Ar.Com. - Fondo per la formazione continua nei comparti del terziario, dell'artigianato e delle piccole e medie imprese
  • For.Agri. - Fondo di settore per la formazione professionale continua in agricoltura
  • Fondazienda - Fondo per la formazione continua dei quadri e dipendenti dei comparti commercio-turismo-servizi, artigianato e piccola e media impresa.
  • Fondo Banche Assicurazioni - Fondo per la formazione continua nei settori del credito e delle assicurazioni
  • Formazienda - Fondo per la formazione continua nel comparto del commercio, del turismo, dei servizi, delle professioni e delle piccole e medie imprese

I Fondi Paritetici Interprofessionali finanziano piani formativi aziendali, settoriali e territoriali, che le imprese in forma singola o associata decideranno di realizzare per i propri dipendenti. Oltre a finanziare, in tutto o in parte, i piani formativi aziendali, settoriali e territoriali, con le modifiche introdotte dall’art. 48 della legge 289/02, i Fondi Interprofessionali potranno finanziare anche piani formativi individuali, nonché ulteriori attività propedeutiche o comunque connesse alle iniziative formative.

Il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali è chiamato a svolgere, accanto a compiti di vigilanza e controllo, una funzione strategica di monitoraggio delle attività finanziate.

COME SI ADERISCE

L’impresa aderisce ai Fondi Paritetici Interprofessionali in modo volontario secondo criteri e modalità definiti dalla Circolare dell’INPS n. 71 del 2 aprile 2003.

Nel caso in cui l´impresa decida di aderire ad un Fondo Interprofessionale il datore di lavoro dovrà utilizzare il modello di denuncia contributiva DM10/2 (da utilizzare anche per le eventuali revoche dell´adesione). 

I datori di lavoro interessati, dovranno indicare, in una delle righe in bianco dei quadri "B" e "C" del modello DM10/2, il Fondo al quale intendono aderire. L’indicazione dovrà essere preceduta dalla dicitura “adesione Fondo” e dal codice relativo al Fondo prescelto; nell’apposita casella dovrà, altresì, essere indicato il numero dei dipendenti per cui l´impresa versa il contributo integrativo di cui all´art.25 comma 4 delle legge 845/78.

L’adesione è revocabile: ha validità annuale e si intende tacitamente prorogata, salvo disdetta. La norma fissa al 31 ottobre (come da nuova Circolare Inps 67/2005) di ogni anno il termine per esprimere le adesioni o le disdette ai Fondi, i cui effetti finanziari e contributivi si produrranno dal 1° gennaio dell’anno successivo. Ogni impresa può aderire solamente ad un Fondo, anche di settore diverso da quello di appartenenza.

Per i datori di lavoro che non aderiscono ai Fondi Paritetici Interprofessionali resta fermo l´obbligo di versare all´INPS il contributo integrativo secondo le consuete modalità.

Di seguito è riportata una tabella esemplificativa dei codici Inps di adesione e revoca ai Fondi, da utilizzare sul modello DM10/2 (i codici sono riportati nelle Circolari Inps n. 71/2003, n. 60/2004 e nei Messaggi Inps n. 31268/2005, n. 10345/2006, n. 13156/2007, n. 10134/2008 e n. 24628/2008).

 

DENOMINAZIONE CODICE ADESIONE INPS CODICE REVOCA INPS SETTORI INTERESSATI

FONDIMPRESA

FIMA

REVO

Fondo per i lavoratori delle imprese industriali

FONDIRIGENTI

FDIR

REDI

Fondo per i dirigenti industriali

FORTE 

FITE

REVO

Fondo per i lavoratori del commercio, del turismo, dei servizi, del credito, delle assicurazioni e dei trasporti

FONDIR

FODI

REDI

Fondo per i dirigenti del terziario

FONARCOM

FARC

REVO

Fondo per i lavoratori dei settori del terziario, artigianato, delle piccole e medie imprese

FONDO FORMAZIONE PMI FAPI

FAPI

REVO

Fondo per i lavoratori delle piccole e medie imprese industriali

FONDO DIRIGENTI PMI

FDPI

REDI

Fondo per i dirigenti delle piccole e medie imprese industriali

FONDO ARTIGIANATO FORMAZIONE

FART

REVO

Fondo per i lavoratori delle imprese artigiane

FONCOOP

FCOP

REVO

Fondo per i lavoratori delle imprese cooperative

FONTER 

FTUS

REVO

Fondo per i lavoratori delle imprese del settore terziario: comparti turismo e distribuzione - servizi

FONDER

FREL

REVO

Fondo per la formazione continua negli enti ecclesiastici, associazioni, fondazioni, cooperative, imprese con o senza scopo di lucro, aziende di ispirazione religiosa

FONDOPROFESSIONI

FPRO

REVO

Fondo per la formazione continua negli studi professionale e nelle aziende ad essi collegati

FOR.AGRI

FAGR

REVO

Fondo di settore per la formazione professionale continua in agricoltura

Fondazienda

FAZI

REVO

Fondo per la formazione continua dei quadri e dipendenti dei comparti commercio-turismo-servizi, artigianato e piccola e media impresa

Fondo Banche Assicurazioni

FBCA

REVO

Fondo per la formazione continua nei settori del credito e delle assicurazioni

Formazienda

FORM

REVO

Fondo per la formazione continua nel comparto del commercio, del turismo, dei servizi, delle professioni e delle piccole e medie imprese

FONTE: WWW.FONDIINTERPROFESSIONALI.IT

 

Con questo meccanismo, sono circa 245.000 i lavoratori formati dall'inizio del 2007  per Fondimpresa , per un finanziamento Fondimpresa di oltre 115 milioni di euro (a valere sul Conto Formazione). Sono inclusi in queste cifre i  piani che sono stati presentati sul Conto Formazione usufruendo anche dei contributi aggiuntivi previsti dall' Avviso 3/2008, a valere sul Conto di Sistema.

Fondimpresa accantona nel conto individuale di ciascuna azienda aderente, denominato "Conto formazione", una quota pari al 70% del contributo obbligatorio dello 0,30% sulle retribuzioni dei propri dipendenti versato al Fondo tramite l'INPS.
Le risorse finanziarie che affluiscono nel "Conto formazione" sono a completa disposizione dell'azienda titolare, che può utilizzarle per fare formazione ai propri dipendenti nei tempi e con le modalità che ritiene più opportuni, sulla base di Piani formativi aziendali o interaziendali condivisi dalle rappresentanze delle parti sociali.

Le risorse del "Conto formazione" possono finanziare fino ai due terzi della spesa complessiva di ciascun Piano formativo, mentre il restante terzo resta a carico dell'impresa titolare e può essere coperto con la spesa sostenuta per i propri dipendenti in relazione alle ore di partecipazione alle attività di formazione. Discipline specifiche sono previste  per accedere alle risorse nei diversi fondi, ad esempio, secondo il Nuovo Regolamento di Fondimpresa , conseguente al Nuovo Accordo interconfederale del novembre 2008, per gli anni 2009 e 2010 la formazione  è applicabile anche ai dipendenti in cig, secondo i criteri descritti nella Guida e nei suoi allegati.   
Il Nuovo Regolamento (come riportato nell'ultima versione della Guida) prevede anche il passaggio da 4 a 2 anni della durata del periodo nel quale le risorse trasferite dall'Inps per ciascuna azienda aderente rimangono a disposizione esclusiva della medesima nel rispettivo Conto Formazione. A partire dal 2009, le risorse accantonate, non utilizzate dalle rispettive aziende nei due anni successivi al loro trasferimento, possono essere destinate al finanziamento delle attività formative, e di quelle ad esse propedeutiche, promosse direttamente dal Fondo in favore del complesso delle aziende aderenti, tramite il Conto di Sistema. Questa modifica ha lo scopo di consentire un impiego efficace delle risorse, evitando l'accumulo di residui finanziari e mettendo le risorse non utilizzate più rapidamente a disposizione.

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